Situazione politica
Paesi di Origine - Iraq
Nonostante la recente nomina, a seguito delle elezioni del dicembre 2005, dello sciita Nuri al-Maliki come Premier, la lotta fratricida tra sunniti e sciiti sembra essere, secondo quanto riporta Peace Reporter, fuori controllo. Nello stesso senso Amnesty International evidenzia come le proteste popolari si moltiplichino e come gli attacchi contro obiettivi militari siano giornalieri.
Gli attentati più gravi sono stati quelli contro le sedi dell’ONU e della Croce Rossa Internazionale che hanno dimostrato come anche gli operatori umanitari vengano percepiti come un corpo estraneo dalla popolazione locale. Lo stesso discorso vale per la nuova polizia ed il Consiglio di Governo provvisorio, ritenuti strumenti di controllo dei paesi occidentali.
Il rapporto del 2009 di Amnesty International evidenzia come la tensione nasca dall’incertezza sul futuro autogoverno del paese, dalla totale mancanza di un apparato pubblico efficiente e dal collasso del sistema economico nazionale e come la difficoltà a mantenere l'ordine pubblico abbia prodotto l’aumento della criminalità e della violenza.
La lotta di resistenza risulta però di difficile lettura e sembra portata avanti da gruppi eterogenei: alcuni gruppi vicini ad Al-Qaeda al nord, i fedelissimi saddamiti al centro e gli sciiti in lotta per il dominio al sud. Anche piccoli segnali positivi, come la riapertura delle scuole, sembrano perdersi di fronte a quotidiani bollettini di guerra e di recente la strage dell’Ashura (una delle festività più sacre allo sciitismo) ha evidenziato il rischio di una degenerazione dello scontro tra sciiti e sunniti che potrebbe portare alla guerra civile.
Ulteriori approfondimenti e notizie di attualità sul contesto politico iracheno sono disponibili (in lingua francese) nell'archivio di Le Monde Diplomatique, al seguente indirizzo