Immaginario - Cinema, migrazione ed esilio

LA VITA SEGRETA DELLE PAROLE - Isabel Coixet 2005
Hanna è una giovane ragazza profuga, lavora come operaia in una fabbrica in Danimarca, la sua vita scorre nel silenzio, nella solitudine, nel controllo e nella ripetizione dei gesti quotidiani. Lo spazio della sua quotidianità deve essere tutto occupato da gesti e comportamenti conosciuti. Costretta a prendersi un periodo di ferie, risponderà all’annuncio di ricerca di un’ infermiera, per occuparsi di un grave ustionato, che si trova ancora sulla piattaforma petrolifera in mezzo al mare, dove è avvenuto il disastro.
Solitudini esistenziali e ambientali sono lo sfondo su cui, piano, piano possono prendere vita le parole che sono state congelate per molto tempo, in un dolore impensabile ed indicibile. Il dolore del trauma della guerra, il dolore del trauma di chi si è sentito vicino alla morte.
