Focus su... Sfruttamento e tratta

Sfruttamento e tratta

La tratta, meglio conosciuta in ambito internazionale come trafficking, è un termine con il quale si indicano normalmente fenomeni di sfruttamento lavorativo quando tale sfruttamento è connesso ai processi migratori, siano essi all’interno di un paese che tra due o più paesi.

Da un punto di vista strettamente giuridico, il Protocollo di Palermo del 2000, documento aggiuntivo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro il Crimine Transnazionale, definisce la tratta come una serie di attività o reati che hanno inizio nel paese di emigrazione (es. l’inganno del migrante da parte di agenti terzi che vogliono speculare sul bisogno o desiderio di emigrazione), prosegue nei paesi di transito (es. il confinamento, spesso in condizioni disumane, in attesa di essere transportati a destinazione con l’ausilio di canali migratori illegali, tra cui anche la corruzione di autorità di frontiera), per poi finire nel paese di destinazione, con l’inserimento del migrante in settori lavorativi ad alto tasso di sfruttamento (es. Agricoltura, edilizia, industria manifatturiera ad alta intensità di mano d’opera, prostituzione o quella che viene ormai indicata come industria del sesso).

Il Protocollo di Palermo annovera tra i reati che costituiscono il trafficking la riduzione in schiavitù (es. quando il/la migrante non ha alcun controllo su nessun aspetto del suo lavoro e/o viene sottoposto/a a continui abusi fisici e/o psicologici e la sua libertà di movimento viene limitata).

Approfondimenti:

1 Articolo 3 del Protocollo delle Nazioni Unite
2 Legge 228/2003 Art. 601bis- (Tratta di persone)
3 Tratta e migrazione clandestina
4 Schiavitù e i suoi opposti
5 Dalla “tratta delle bianche” alla “tratta”
6 Vittime di tratta, rifugiati e migrazioni di ritorno
7 Siti utili

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