Il Centro di Accoglienza
Caratteristiche del Centro:
Il CARA, aperto nell’estate del 2008, occupa gli spazi di una caserma militare dismessa, ad un paio di chilometri dal centro abitato del comune di Gradisca d’Isonzo. Ad oggi, ha una capienza di 138 posti. All’interno dello stesso complesso si trova la struttura del CIE, con cui il CARA condivide l’ingresso. I collegamenti da e per il centro di Gradisca non sono coperti dal servizio di trasporto pubblico, dal momento che in prossimità del CARA non è presente alcuna fermata dell’autobus. Tuttavia il servizio di trasporti pubblici garantisce i collegamenti dal centro di Gradisca alle città di Gorizia, Monfalcone e Trieste.
Aperto dalle 8.00 alle 20.00, orario durante il quale gli ospiti possono entrare ed uscire liberamente dal centro, il CARA ospita uomini,donne, minori e nuclei famigliari.
Le nazionalità prevalenti dei richiedenti protezione internazionale accolti presso il centro sono: Afganistan, Turchia, Iraq, Pakistan, Bosnia, Guinea, Nigeria.
L'accoglienza si articola in diversi momenti, tutti individuali, che si compiono nell'arco di circa tre settimane. Appena arrivato l'ospite, al quale viene fornito un kit di ingresso contenente capi di abbigliamento e prodotti per l'igiene personale, fa un colloquio di orientamento con un mediatore, che, seguendo un protocollo fornisce alcune indicazioni sul Centro, sulle sue regole e sui servizi erogati (si tratta di informazioni essenziali, la fase di approfondimento è successiva) e fornisce inoltre le prime informazioni sull'iter della richiesta d'asilo, sulla richiesta del permesso di soggiorno, ecc., ecc.. In questa occasione viene distribuito anche il regolamento interno al CARA, del materiale informativo sull'iter della richiesta d'asilo, una mappa dei servizi interni al centro e territoriali (il materiale è in lingua italiana, inglese, francese, araba). Il giorno successivo avviene l'incontro con l'equipe sanitaria: si tratta di una visita medica approfondita, a cui segue l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. Nei giorni successivi sono organizzati degli incontri con lo psicologo e l'assistente sociale, nei quali vengono approfondite alcune informazioni erogate durante il primo colloquio di orientamento; in questa occasione, inoltre, hanno luogo i primi accertamenti psicologici in relazione all'esistenza di situazioni di particolare vulnerabilità. Successivamente si procede con la raccolta delle storie individuali, in collaborazione con lo sportello del CIR . L'ultimo momento dell'accoglienza prevede un colloquio tra l'ospite e gli educatori/animatori nel corso del quale viene fatta una ricognizione delle risorse dell'ospite, viene articolata una prima bozza CV e si ipotizza un piano di attività in cui coinvolgere l'ospite.
L’ente gestore, attraverso l’erogazione di un pocket money giornaliero pari a 3,50 €, garantisce la distribuzione di biglietti per il trasporto pubblico locale. All’ingresso nel Centro, infatti, agli ospiti viene consegnata una chiavetta in cui, ogni giorno, vengono caricati 3,50 € che possono essere spesi presso lo sportello del buono economico, in cui sono a disposizione sigarette, biglietti, bibite e snack.
Inoltre a ciascun ospite, al momento dell’arrivo nel Centro, vengono consegnate tre schede telefoniche da 5 €.
La struttura del Centro:
L’ingresso al Centro è recintato da un muro di cemento sovrastato da filo spinato. Tale ingresso è controllato da un metal detector e dalle forze dell’ordine (presenti solo all’entrata e non nel resto del CARA). CARA e CIE sono posizionati l’uno accanto all’altro e davanti al CARA è presente un’area verde. Il corpo centrale della struttura è diviso in due zone. A sinistra dell’ingresso, dove si trova l’accettazione, ci sono alcune stanze in cui, un giorno a settimana, si riunisce la Commissione Territoriale (la scelta di tenere all’interno del CARA alcune audizioni è legata alla difficoltà di organizzare la scorta fino a Gorizia per le persone detenute nel vicino CIE, ma nel complesso risulta funzionale alla stessa direzione del Centro, che ha in questo modo la possibilità di interloquire più facilmente con i membri della Commissione). Quando questi spazi sono liberi vengono utilizzati dal CIR che svolge all’interno del CARA attività di sportello psicologico e legale (nell’ambito del progetto SPRAR della Provincia di Gorizia) e dai servizi attivi nel Centro, che sfruttano questa stanza per i colloqui individuali. Nella stessa sezione trovano spazio un magazzino e l’infermeria.
A destra dell’ingresso, si situano la direzione, la ludoteca, la lavanderia, lo sportello del buono economico ed una stanza dove vengono erogati i servizi di sostegno psicologico e di assistenza sociale. A partire dal corpo centrale si sviluppano due sezioni: nella zona A sono ospitati i nuclei familiari, le donne ed alcuni uomini, mentre la zona B è esclusivamente maschile. Ci sono 2 stanze doppie, mentre il resto delle camere è a 5 o 8 posti. All’interno del Centro ci sono tre sale tv ed una sala multifunzione, utilizzata come aula, sala preghiera o lettura (aperte 24 ore su 24), una moschea ed una mensa.
Il personale al completo è di 43 persone.
I servizi forniti all’interno del Centro sono: assistenza psico-sociale, attività di mediazione, attività di educazione/animazione, assistenza sanitaria, attività di accoglienza e consulenza legale.
All’interno del Centro è impiegata un’assistente sociale che lavora a stretto contatto con l’Ufficio Immigrazione della Questura.
L’assistente sociale segue le pratiche dei documenti degli ospiti, in particolare per quanto riguarda i permessi di soggiorno temporanei e si occupa dei permessi per le entrate/uscite fuori orario degli ospiti. L’assistente sociale, inoltre, lavora a contatto con l’equipe di mediazione e con l’informatore legale, oltre a raccordarsi con gli psicologi per l’orientamento degli ospiti alla seconda accoglienza SPRAR.
Anche il CIR offre un supporto informativo e di orientamento sociale agli ospiti del CARA, in particolare segnalando a sua volta i casi al Servizio Centrale SPRAR.
All’interno del CARA è attivo un servizio di sostegno psicologico che vede impegnati due psicologi. Gli psicologi lavorano essenzialmente attraverso colloqui individuali con gli ospiti che manifestano questa esigenza. Inoltre, insieme all’assistente sociale, si occupano dei colloqui di orientamento in fase di accoglienza, in cui viene anche fatta una prima ricostruzione della storia dell’ospite, che servirà poi l’audizione alla Commissione.
Anche il CIR svolge attività di supporto psicologico all’interno del centro, attraverso colloqui individuali, informazione ed orientamento, invio ai servizi (interni ed esterni al centro).
L’attività di mediazione è svolta da 4 mediatori, tre dei quali sono di origine straniera. Uno dei mediatori è addetto più specificamente alla mediazione in ambito sanitario, e per questo si occupa di accompagnare gli ospiti presso i servizi esterni. Le lingue coperte sono: inglese, francese, arabo, farsi, ed alcuni dialetti camerunensi. Inoltre, grazie alla presenza del CIR all’interno del CARA sono mediate anche le lingue albanese, curdo iracheno, spagnolo, tedesco.
L’attività di educazione/mediazione è garantita dalla presenza di 2 educatori che si occupano anche di attività di animazione. Sono presenti servizi educativi e di animazione (in particolare corsi di italiano e di alfabetizzazione e attività sportive). Per quanto riguarda le scuole e l’insegnamento dell’italiano, gli ospiti del CARA beneficiano dei corsi di lingua organizzati dal Centro Territoriale Permanente del vicino Comune di Sagrado. Inoltre, i 20 bambini in età scolastica ospitati nel centro sono stati inseriti nella scuola di Gradisca. Infine, alcuni ospiti frequentano corsi di formazione a Monfalcone e Gorizia.
L’assistenza sanitaria all’interno del CARA è garantita da un’equipe condivisa con il CIE composta da 6 medici e 9 infermieri. Il servizio è h24, anche se la presenza notturna del medico è propriamente all’interno del CIE.
L’equipe sanitaria si occupa della prima visita medica in fase di accoglienza, oltre che delle emergenze e della cura ordinaria degli ospiti. Le persone che vivono nel centro vengono iscritte al Servizio Sanitario Nazionale. Un autista ed un mediatore specializzato si coordinano con l’equipe sanitaria per gli accompagnamenti all’esterno. Il CARA ha attivato un protocollo di intesa con il consultorio familiare per garantire la salute delle donne ospitate nel Centro.
L’area di accoglienza è costituita da 14 operatori, due dei quali al centralino.
Nel CARA è impiegato un informatore legale che si occupa dei casi singoli, facendo la raccolta delle storie degli ospiti. Anche in collaborazione con psicologi e assistente sociale l’informatore legale si occupa di contattare gli avvocati che accedono al gratuito patrocinio e che sono disponibili a seguire gli ospiti nella procedura di ricorso. Infine, l’informatore legale si occupa di percorsi interni di formazione rivolti agli ospiti e agli operatori sul tema del diritto d’asilo. Anche il CIR si occupa di assistenza legale all’interno del CARA. L’attività consiste essenzialmente nella preparazione degli ospiti all’audizione con la Commissione, anche attraverso la preparazione di dossier e documentazione di supporto. Hanno la possibilità di reperire anche personale sanitario per la certificazione medica di esiti di tortura, grazie ad una collaborazione con un progetto di Udine (Nirast), che ha formato un’equipe sanitaria composta da un medico e da uno psichiatra.